Viaggio alla ricerca della “forma”.

( Due bonsaisti sul Pollino).

 Testo: Antonio Geasualdi.

 Foto: Emidio    Mattia.

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E’ ben noto ormai a chi già si è incamminato da qualche tempo lungo il tortuoso sentiero del Bonsai Do , che “fare” bonsai, non è solo una questione tecnica o colturale, ma bensì affinché si voglia raggiungere un livello qualitativo ed espressivo di alto profilo, delle proprie creazioni, e del proprio “modo” di fare bonsai, è inevitabile affrontare un discorso culturale ed estetico di livello avanzato.

In quanto, nel modo in cui intendo io quest’arte, essa è oltre un certo limite: ricerca.

Bhè ricerca si!  Ma di cosa?

Ebbene la risposta è: la forma!

Ecco, ed è con questa ottica che è nata questa avventura nell’ “giardino degli Dei”.

Qui si può percepire a pelle il senso di potenza e maestosità della natura, sentimenti che trasudano da cortecce, tronchi, legno, e paesaggi, di questo incredibile posto, dove il bonsaista si incanta, e rapito da immagini a lui care vaga senza meta in cerca di qualcosa che non sa, e che mai troverà, la “forma pura”.

Ma ora credo sia meglio lasciar parlare a le immagini…

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1- La porta del Pollino.

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2- Welcome... .

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3- Nebari.

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4- Il solitario.

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5- I vecchi saggi.

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6- Sensei & sempai.

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7- Il superstite.

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8- La visione.

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9- Thazumaro.

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10- Wabi-Sabi.

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11- La fine.

BUON BONSAI.

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Il maestro Joshu chiese un giorno a un suo discepolo:

“cosa sei?”

Il discepolo rispose:

 “Sono in meditazione, nello stato del Nulla, e dunque non sono nulla!”

Il maestro Joshu allora gli disse:

“Devi abbandonare il pensiero di non esser  nulla, devi abbandonare i tuoi pensieri!”

 

Tratto da: “La tazza è il bastone”

Taisen Deshimaru .

ED: Orsa maggiore.

 

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