
Rifinitura della legna secca.
Di: Antonio Gesualdi.
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In questo articolo, è presente una sequenza fotografica, che illustrerà i vari steep nella realizzazione di parti di legna secca fatta a mano. Gennaio - Luglio 2005 (Aì-Ki-En).
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Foto 1 – Questo è un’ ARAKI di Juniperus phoenicia, raccolto nel 2000, Già in fase avanzata di coltivazione. Urge per tanto rifinirne il secco.

Foto 2 – Qui è ben visibile il contrasto estetico tra gli shari naturali sulla parte sinistra e i monconi scortecciati ed abbozzati sulla destra.

In oltre si può notare l’andamento parallelo e spiraliforme delle venature, per tutta la lunghezza del moncone. Caratteristica pregevolissima, che denota la vetustà e l’alto pregio di questo materiale.
Il lavoro profuso per tanto, sarà mirato a eguagliare quanto fatto dalla Natura, agendo con oculatezza sulla parte destra.
Foto 3 – Dopo una accurata e prolungata bagnatura degli shari, si procede a mano mediante l’ausilio di sgorbie Taiwanesi, afferrando i brandelli di legno, con le dita e strappandoli nel senso della venatura naturale del legno
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Questa tecnica non è molto agevole applicata su degli araki con legno duro è compatto, come quello dei J. phoenicia temprati dalla siccità e dalla calura delle coste, ma agendo lentamente e con attenzione, e sopratutto attuando una buona e prolungata bagnatura del legno (almeno 24 ore avvolto in stracci) si riesce.
Foto 4 – Il risultato dopo alcune ore di lavoro. Sono ancora evidenti i pelucchi, che saranno eliminati in seguto come vedremo...
Foto 5 – Si procede poi, con una flambatura superficiale, per eliminare le sfilacciature, e favorire la tempra del legno. In questo caso si è agito con un bruciatore grande, in quanto non si è intervenuti su parti molto vicine alle vene vive, altrimenti era necessario ricorrere ad un microbruciatore.

Foto 6 – Dopo la flambatura, è opportuno vaporizzare acqua sul pezzo trattato col calore, in modo da favorire un repentino sbalzo termico, che favorisce la spaccatura e screpolature del legno, conferendo un aspetto estremamente naturale al risultato finale.

Foto 7 – Si rifinisce ancora il tutto, mediante l’ausilio di una spazzola metallica, per asportare le parti eccessivamente bruciate.
L’utilizzo di carta vetrata è da sconsigliare in quanto tende ad appiattire e levigare il tutto.

Foto 8 – Si procede all’applicazione di liquido sbiancante, ed ecco il risultato finale (con neve).
Ora il tempo migliorerà ulteriormente il tutto, eliminando anche i residui di bruciatura.

Foto 9 - Il risultato a distanza di sette mesi dal primo intervento. Ovviamente non si escludono ulteriori interventi, in particolare con l'ausilio di microbruciatori.

BUON BONSAI
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