
Olmo primo steep
Di: Antonio Gesualdi.
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Nel gennaio 2006, mi è capitato tra le mani, un simpatico Ulmus proveniente da coltivazione in campo. Questo materiale, è stato sapientemente coltivato da Gerardo Mandile, ottimo coltivatore e preparatore di materiali in pieno campo.
La pianta in questione si presentò a me reduce dall' espianto a distanza di pochi giorni, collocata in un contenitore di coltivazione. Fu scelta da una partita di materiali, destinati alla vendita al dettaglio per amatori , mi colpì per compattezza, proporzioni e vecchiaia, per tanto la tirai da parte, e la feci mia.
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Ecco l'olmo in varie Angolazioni

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Urgeva per tanto una "smontatata" del materiale, e visto il periodo più che adatto per questa specie, decisi di sistemare anche l'apparato radicale, anche in virtù del fatto che era stata prelevata da poco.
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Ecco il risultato dopo una mezzora di lavoro.

Eliminai tutto il superfluo della intricata e disordinata ramificazione iniziale, lasciando sia i rami utili al futuro disegno della pianta, che avverrà nel prossimo autunno, e lasciando anche alcuni rami di "sacrificio" per consentire all'olmo di conservare quante più gemme possibile, in modo da avere in primavera quanta più spinta vegetativa possibile.
Iniziai pertanto l'intervento sulla parte radicale.
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Momenti del lavaggio del ceppo.

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Si optò per un lavaggio completo del ceppo, con un getto d'acqua a forte pressione, in modo da eliminare tutta la terra di campo presente, assicurando in tal modo un futuro sicuro e longevo a questo prossimo Bonsai.
L'apparato radicale, per tanto non rivelò brutte sorprese, avendo una buona massa di radici attive e sane.
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Momenti della rifinitura dei tagli.

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Cauterizzai tutti i tagli mediante l'uso di mastice Giapponese di qualità, sia nella parte aerea, sia nella parte radicale.
Operazione molto importante nell'Olmo, in quanto è pianta molto soggetta a funghi tracheomicotici, non che patogeni che causano la carie del legno. In fatti non è raro trovare esemplari maturi in natura parzialmente o completamente cavi all'interno del tronco.
Caratteristica che verrà portata anche u questa pianta raccordando il sabamichi anteriore alla base, con quello posto nella parte sommitale-destra, in modo da conferire a questa pianta più carattere e austerità.
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Momenti della posa in vaso.

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Per il contenitore bonsai, non sono andato molto per il sottile, in questa fase mi premeva di avviare questo materiale ad una vera coltivazione bonsaistica, ma molta cura invece fu posta per la preparazione della miscela di terriccio.
Fu utilizzato un 50% di akadama media, con 50% di pomice media lavata e sterilizzata, aggiungendo una manciata di zeoliti, e dell'ammendante organico a base di fibre vegetali inerti ed estratti di alghe e vitamine del gruppo B.
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Particolare del piede e del bel sabamiki alla base.

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Ed ecco avviato questo materiale in solo 2 ore alla lunga via del bonsai.
Buon bonsai!
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