IL MARCIUME RADICALE

Di: Antonio Gesualdi

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Lo scorso autunno, ritirai dalla collezione di un carissimo mio amico, purtroppo venuto a mancare, questo splendido esemplare di olivastro Cilentano.
Direi pianta molto compatta come proporzioni, e allo stesso tempo molto elegante e seducente, ma che certamente ha ancora molto da lavorare per arrivare al top
 



Ecco come ha sistemato il compianto amico l'albero in questo bellissimo vaso Ceco.

Purtroppo quando si accolgono nuove piante in collezione, non si sa mai cosa ci riserva il futuro....
Questo olivastro purtroppo non mi convinceva già dal primo giorno arrivato nell'aikien, mostrava chiari sintomi di sofferenza e debilitazione, e i miei sospetti cadevano proprio su qualche problema al terriccio, che in superficie era pessimo.
 

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Purtroppo i sintomi sulla chioma erano lampanti......foglie ricurve con margine necrotico....
MARCIUME RADICALE
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Per cui non c'era da perder tempo!
Via di rinvaso con lavaggio!

Ho eseguito il tutto, in vista della imminente primavera, non avrà acun problema!
Purtroppo l'unico rimedio contro i marciumi radicali, è un buon rinvaso usando materiali di prima qualità (pomice lavata e setacciata, akadama a doppia cottura, e zeoliti bianche).
 


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Svasata la pianta, i dubbi scompaiono!!!
Il terriccio.... una chiavica!!!!
Sapevo che questo olivastro era stato messo in quel vaso la scorsa primavera, per cui non mi sono stupito della pochezza del pane, che era per metà invaso da marciume, ma che comunque rivelava grandi segni di ripresa, con radici sane, bianche e grosse inframmezzate a quelle marce.
 

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dopo il lavaggio.

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si è provveduto ad eliminare tutto il tessuto marcio.

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Si dispone uno strato di pomice grossa per il drenaggio (cosa inesistente prima).

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Si colloca l'albero nella nuova posizione, cioè: leggermente più fuori dal vaso e spostato di qualche grado verso sx, non chè si sceglie il nuovo fronte del vaso, più elegante e pulito

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si fissa il tutto!
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delicatamente si fa penetrare il composto asciutto all'interno di tutti gli interstizi mediante l'uso di un bastoncino...
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al termine delle fasi del rinvaso e dopo la bagnatura con acqua e aliette, è importante utilizzare dello sfagno per ricoprire la superficie intorno al nebari.
In quanto lo sfagno mantiene costante la temperatura in prossimità del piede, e rilascia sostanze fitormoniche utili per la ripresa dell'apparato radicale.
Io utilizzo degli sfagni locali, che macino e setaccio con le mani.
 

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Il risultato è una fibra morbida e spumosa, fortemente aromatica di sottobosco.

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ecco lo sfagno ordinatamente disposto al piede!

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Ecco il risultato finale!
L'olivastro è ora perfettamente mondo da tessuti marci, e sopratutto privo di quel terriccio asfittico precedentemente utilizzato, che è la concausa dell'attacco micotico.
Ora si avrà cura di mantenere la pianta in ambiente riparato (serra fredda) sino all'arrivo della primavera.

 

Buon bonsai!

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