Tecniche di Impostazione
Creare un bonsai, non è certo porre una piantina in un contenitore, è limitarsi a ciò. Ma bensì vi sono dei criteri e delle procedure che fanno di una semplice pianta di vivaio o yamadori una vera e propria opera d’arte vivente. Quindi è giunta l’ora di addentrarci nel cuore del discorso bonsaistico.
Il fronte
Un bonsai possiede un fronte un retro ed i rispettivi lati destro e sinistro. Il fronte rappresenta il lato più bello e significativo della pianta, e cioè da dove si deve disporre l’ osservatore per apprezzare al meglio il bonsai, e da dove il suo autore ha voluto che si apprezzasse il proprio lavoro.
Esso si sceglie partendo dal nebari (Base o colletto), facendo proseguire lo sguardo lungo il takiagari, che è la porzione iniziale di tronco, sino all'apice, cercando di ruotare la pianta, per scegliere il lato più adatto allo stile scelto, e col miglior movimento e conicità.
Solitamente l'apice al in corrispondenza del fronte è sempre tendente verso l’ osservatore , trucco questo utilizzato per dare un senso prospettico all’albero.
Cosa importante e che la linea del fronte deve essere sgombera di rami rivolti verso l’ osservatore, per almeno i suoi tre quarti di lunghezza.
La triangolarità
Il concetto di triangolarità, è alla base della costruzione di un bonsai, che prevede che la chioma sia racchiusa in un ideale triangolo.
Il triangolo solitamente è una figura che presenta un certo equilibrio di linee, ed essenzailità, per cui non risulta difficile accostare questa forma a i criteri di minimalismo e sobrietà tipici dell'estetica Zen.
Esistono solitamente 3 varianti principali, riportate qui sotto, da tenere bene in mento durante i lavori di studio e stilizzazione di una pianta.
Proporzionalità
Un buon bonsai di sicuro effetto, deve possedere una certa armonia e proporzionalità tra diametro del tronco, altezza, dimensioni del vaso in cui è contenuto, al fine di dare una giusta sensazione di equilibrio ed armonia.
Il nebari
Si indica con questa parola Giapponese il piede della pianta, cioè ove le radici ancorano al suolo, creando un affascinante e suggestivo intreccio.
Un buon nebari è la base di partenza per la creazione e la scelta del materiale, esso deve presentare una raggiera di radici, che conferiscono ad esso una sensazione di potenza, questi criteri sono molto importanti per le caducifoglie, le quali debbono avere un nebari esposto, e pressochè perfetto, e sempre gradevole alla vista.
La ramificazione
L'arte bonsai, simula alberi vetusti in natura, ciò è possibile grazie alla sapiente e mai casuale disposizione della ramificazione da parte delbonsaista.
In alberi maturi, le ramificazioni sono solitamente tendenti verso terra, ciò è causato dal loro stesso peso, dalla neve e dalla ridotta dominanza apicale causata dall' età, questo fenomeno conferisce carattere ed eleganza al' albero, tanto da suscitare rispetto ed ammirazione a chi ne sa cogliere la sua bellezza.
In un bonsai avviene lo stesso, ma è tutto voluto dalla mano e della sensibilità dell' uomo, che deve seguire alcune regole, come nella scelta del I ramo, che non deve essere disposto troppo in basso ne troppo alto (ottimo 1/3 della altezza complessiva), e deve presentare una certa proporzione rispetto al tronco, e una certa conicità.
Ciò comunque è da tener presente anche per il resto dei rami, cercando di mantenere i più sottili all’apice, ed eliminando rami difettosi o\e sgraditi nell' insieme della struttura, avendo il coraggio di compiere delle scelte.
Altra cosa importante è il movimento dei rami, il quale deve essere quanto più tridimensionale possibile, conferendo in tal modo naturalezza ad essi.
Da dove inizio?
Questo è il dilemma in cui si trova un neofita quando si viene a trovare di fronte ad un materiale da impostare a bonsai. Niente paura, ed essere rilassati è la condizione necessaria per riuscire nella impresa. Per cui si dovrà cercare di sgomberare la mente da qualsiasi pensiero che non abbia a che fare con ciò che si sta cercando di realizzare, e concentrarsi al meglio su ciò che ci è di fronte, certamente avere già una idea del lavoro finito è buona cosa, ma ai me, ciò si verifica solo dopo anni di esperienza ed assiduo esercizio; per cui le idee verranno pian piano durante lo svolgimento del lavoro. Ottima l'idea di affidarsi a istruttori professionisti, che sapranno guidare e condurre il neofita lungo il sentiero del bonsai-Do, oggi a tale proposito esistono 4 scuole riconosciute dall' U.B.I. (Unione Bonsaisti Italiani), che danno garanzia di serietà e competenza.
In primis, dovremo fare una attenta analisi di quali siano le potenzialità della pianta, cercando i vari difetti e pregi di essa, enfatizzando i primi e nascondendo od eliminando gli altri.
Si passerà poi alla fase successiva, esaminando il nebari scostando la terra, e una volta pulita la vegetazione, da rami e foglie e\o aghi secchi, si procede alla ricerca del fronte tenendo ben presente ciò che è stato già detto sopra a proposito, ed aiutandosi all' occorrenza con delle zeppe, per cercare la giusta inclinazione.
Stabilito il fronte, si procede alla scelta dei rami, non che al loro avvolgimento col filo, il quale verrà illustrato più avanti.
Si inizierà il lavoro di "impalchettamento", dai rami bassi verso quelli posti più in alto, tenendo presente i già citati criteri di triangolarità,e di equilibrio visivo dell’ insieme; facendo comunque ben attenzione a non sovrapporre rami l’uno sull’altro, in modo che il risultato finale sia il più naturale possibile.
L’ applicazione del filo
Questa tecnica, è da intendersi, o meglio potremmo definirla come un “male necessario”; in quanto consiste nell’ avvolgere dei fili di rame ricotto, o alluminio ramato o annotizzato di diverso diametro a spirale intorno ai rami, per consentirci di dare loro una certa forma, e di fissarla nel tempo.
Ho definito ciò un “ male “ in quanto può risultare operazione alquanto stressante per la pianta se non ben eseguita, o se eseguita senza criterio.
Le norme generali dettano che il filo va posto sempre seguendo una spirale di 45 gradi (ottimo è una spirale con passo frà i 50-60°), e tra filo e ramo deve poter passare lo spessore di un foglio di carta. Il filo deve essere lungo una volta e mezzo la lunghezza del ramo da avvolgere, poi per abbassare un ramo assicurarsi che il filo passi al disopra della intersezione del ramo stesso, e viceversa se il ramo va alzato, in fine assicurarsi sempre di avvolgere due rami per volta con uno stesso filo, tagliato con la debita lunghezza ovviamente. Comunque l’ esperienza e le immagini qui di seguito vi chiariranno le idee. Spero!
Inutile sottolineare che quella della filatura, è la tecnica principe di ogni buon bonsaista, per cui è necessario bagaglio tecnico per esprimere la propria creatività nella maniera più corretta su una pianta. Solo la pratica costante, e l'attenta visione dal vivo di questa operazione può realmente chiarire le idee e rendere reale un qualcosa che in teoria è molto complicato.
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