Stili Bonsai
Con questa dicitura, si è cercato di classificare in qualche modo le forme che gli alberi assumono in natura, facilitando in qualche modo l’apprendimento di esse a chi si avvicinava al bonsai, previa poi una interpretazione del tutto personale a seconda della pianta che si sta lavorando.
Gli stili sono schematizzati in cinque di base, ed altri derivati da essi.
E’ comunque oggi impensabile distaccarci da queste forme, che rappresentano lo steep iniziale nell’ apprendimento dell’arte bonsai.
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Eretto formale ( Chokkan ): Consta di un tronco principale dritto e conico, con una base possente e massiccia, ed i rami inseriti orizzontalmente al tronco in maniera alterna. Richiede l'impiego di essenze il cui portamento sia eretto sin dalla base fino alla sommità del tronco. Stile particolarmente difficile, in quanto non vi possono essere eccezioni alla regola nella classificazione di un esemplare in questa forma.

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Stile eretto informale ( Chokkan ): Stile a tronco eretto, in cui vi sono delle curve le quali conferiscono movimento e naturalezza all’insieme, dando un impressione di sinuosità ed eleganza. L'apice cadrà descrivendo una immaginaria linea, all'interno del nebari (piede), leggermente inclinato verso l'osservatore, conferendo in tal modo senso prospettico all'insieme. I rami seguiranno l'andamento del tronco, e ne copieranno i movimenti marcati o meno che siano di quest' ultimi. Stile che si lascia come intuibile ad una libera interpretazione del bonsaista a seconda del materiale utilizzato.

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Stile inclinato: E’ facile vedere lungo la costa alberi simili, grande rilevanza hanno le radici le quali devono conferire all’albero un senso di vetustà e di forza, importante è l’ andamento del tronco, il quale deve essere conico ed armonioso.
Stile a cascata: in questo stile, i rami scendono dolcemente e con eleganza al di fuori del contenitore, e la chioma prende le sembianze di una cascata.
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Stile su roccia: Questo evoca la forza della natura, con le radici esposte che sembrano vogliano divorare la roccia stessa.

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Stili accessori
Ventoso: E’ una variazione dello stile inclinato, è simula un albero che ha subito una continua modellatura del vento, e non è raro trovare in natura simili caratteristiche, in zone ove il vento è continuo.
Albero nella roccia: Variante dello stile “su roccia”, in quanto gli alberi sono piantati nella roccia, che è messa su di un vassoio contenente acqua.
Stile contorto: E’ fondamentale il movimento del tronco il quale deve conferire carattere all’insieme, e deve presentare un movimento quanto più possibile originale.
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Scopa rovesciata: Si presenta come una forma originale, e di grande effetto, la sua realizzazione non è delle più semplici, il tronco è cilindrico ed i rami devono partire tutti della stessa zona.

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Semi-cascata: Variante dello stile a cascata, in cui la pianta non supera mai la profondità del vaso.
Stile dei letterati: Cosi chiamato, perché èra molto in voga nei secoli passati negli ambienti culturali, esso presenta delle forme aggraziate e morbide, e la sua creazione non ha vincoli di forma.
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Stile “madre e figlio”: Questa è una forma molto usuale in natura, consistente in due fusti di diversa grandezza, partenti dallo stesso punto di inserzione in prossimità del nebari (piede), e che presentano un movimento delle forme concorde tra loro.

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Stile a tronchi multipli: E’ una forma di grande effetto visivo, e molto naturale, importante è il senso prospettico che la composizione deve dare all’ osservatore, ed il numero dei tronchi che anche qui hanno la stessa origine,per tradizione devono essere sempre in numero dispari.
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Stile a zattera: E’ una forma che simula un evento tragico ben frequente in natura, e cioè la caduta di un albero a causa di una alluvione, e la repentina rinascita dell’albero dai rami superstiti, solitamente in numero multiplo.
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Boschetto: Il nome già dice tutto, ma vi sono alcune regole da rispettare; il numero deve essere sempre dispari, e i soggetti più sottili vanno disposti nella parte posteriore della composizione, creando una illusione ottica di prospettiva.
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Stile piangente: Stile molto adatto a piante quali: glicine, salice, tamerice, ed altre essenze con portamento piangente.

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Stile a legno nudo: Trattasi di forme estremamente drammatiche, date dalla presenza di legna secca (jin, shiari, sabamiki.), lavorata ad are, tanto da simulare un evento catastrofico dovuto ad un fulmine od al peso della neve sui rami.

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