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Cure di Mantenimento

Le cure di mantenimento per un bonsai sono la tecnica più difficile e lenta da apprendere: annaffiatura, esposizione, concimazione, etcc.. Non si finisce mai di imparare!   Qui parleremo solo della innaffiatura , dell’ esposizione, e della concimazione.

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Innaffiatura

Sembrerebbe semplice innaffiare un bonsai? Ma  non vi è nulla di più complicato se non si conoscono alcuni “trucchi”! Basta pensare che il normale praticandato di un professionista in Giappone prevede due anni solo per affinare questa tecnica, e  per padroneggiarla al meglio nella normale attività professionale.                                                                                                    

Regola generale è che i bonsai vanno annaffiati solo quando il terriccio è asciutto o quasi, il permanere di umidità per tempi prolungati, può comportare la comparsa di marciumi, che sono la causa principe della morte di tanti bonsai, quindi via sottovasi, e scordarsi delle indicazioni date dal fiorista (innaffiare ogni giorno, uno si uno no!, etcc…)  ogni bonsai rappresenta un microcosmo un sistema in equilibrio con se stesso, ed ogni scompenso  può causare gravi ripercussioni su tutta la pianta.

Altra regola è:  il metodo utilizzato. Il getto d’acqua deve sempre essere quanto più delicato e soffice  possibile, in modo da non smuovere troppo il terriccio.

Ancora: si annaffia sempre quando il sole è basso, in modo da evitare stress ed ustioni alle piante, quindi o di mattina o di sera, preferendo il mattino, ma a volte si può rendere necessario anche due turni, quando la calura è intensa e quindi la  evapotraspirazione pure.

In fine è importante la qualità dell’ acqua, in quanto la maggior parte delle piante risultano sensibili all’ eccesso di calcare che può essere contenuto in essa, e di cloro immesso nelle linee idriche urbane,  ma si può ovviare a ciò o utilizzando acqua piovana , o  decantando l’ acqua in un bidone per almeno 24 ore.

Metodi più sofisticati, consistono nell'utilizzare degli scambiatori ad osmosi inversa, che assicurano una distillazione ottimale per l'utilizzo bonsaistico. Altro più semplice sistema, è quello di utilizzare acqua proveniente da laghetti artificiali, (i comuni laghetti da giardino) dove l'acqua è sicuramente decantata, e biologicamente più ricca.

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Esposizione

Non esistono bonsai da interno!!!!! Ma bensì alcune piante possono sopravvivere all’interno tramite alcuni accorgimenti, ma è comunque un "sopravvivere", i bonsai vanno tutti all’ esterno, tranne qualche specie che esige un ricovero invernale quali: ficus, carmone, serisse, o comunque tutte le specie tropicali.

Invece per le essenze di climi temperati, non vi è alcun problema nelle nostre zone a mantenerli all’esterno, in qualunque condizione atmosferica, facendo attenzione che in inverno le temperature non scendano al disotto dei -5 gradi centigradi, per un tempo superiore alle 12 ore.

Per ciò che concerne l’ esposizione, essa è da stabilire in base alle esigenze della specie:pieno sole, mezzombra, ombra, per cui ad esse si rimandano.

Comunque un giardino bonsai, dovrebbe avere a disposizione zone di ombra e di luce variabili a seconda delle esigenze.

 

 

Tipica disposizione di piedistalli per esposizione, collocati in una zona di sole pieno. (Giardino Mst. Kobaiaschi)

Giardino: Mst. Masaiko Kimura.

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Concimazione

C’è chi è convinto che un bonsai per essere tale, non debba essere “alimentato”, bhè, niente di più sbagliato, i bonsai per essere cosi belli, e per mantenere nel tempo la loro bellezza, hanno bisogno di cure continue, di attenzioni, e di tanto concime.

Come abbiamo già detto la pianta si nutre di sostanze minerali, ed i più rappresentativi sono l’azoto (N), il fosforo (P), ed il potassio (K), ma hanno bisogno anche di microelementi quali il rame, il ferro, il boro, il magnesio, il manganese,lo zinco ecc…

Queste sostanze vengono assicurate dall’utilizzo di concimi organici a lenta cessione, infatti, questi rilasciano lentamente tutto ciò che la pianta ha bisogno, senza il verificarsi di  pericolose concentrazioni di sali all’interno del vaso, che potrebbero causare la sicura morte del bonsai.

 

 

N - AZOTO: L' azoto è l'elemento principe nelle concimazioni, in quanto è considerato il fattore limitante, è facile che si verifichi una carenza di tale elemento nel substrato a causa della grande mobilità che presenta questo nella soluzione circolante (acqua e sali minerali disciolti in essa), e della labilità con cui viene adsorbito dalle particelle di suolo.

L' azoto è presente nel terreno sotto varie forme, Ureica (forma organica), ammoniacale, nitrosa, e nitrica (NO3 forma assimilabile dalle piante). Un concime organico per tanto contiene forti quantità di azoto organico, nelle proteine e acidi nucleici, che verrà metabolizzato da i batteri nitrificanti in tutte le forme su dette sino a quella nitrica, e cioè assimilabile dalle piante. Ecco perchè un concime organico dicesi a lenta cessione.

L' azoto entra nella formazione degli acidi nucleici (DNA), e negli amminoacidi che formeranno poi le proteine, ecco perchè le piante hanno un estremo bisogno di questo elemento in un corretto e preciso piano di concimazione.

E' buona norma concimare più abbondantemente con concimi azotati nella prima fase del periodo vegetativo, che corrisponde al maggior consumo di tale elemento per la formazione delle nuove cellule che formeranno i nuovi tessuti, e limitarne l'uso nella seconda fase autunnale, favorendo P e K utili nella lignificazione e nella formazione di sostanze zuccherine di riserva.

 

P - FOSFORO: Questo macroelemento è assimilabile dalle piante sotto forma di anidride fosforosa, e nei concimi chimici si trova sotto tale forma. Mentre nei nostri cari concimi organici è sotto forma organica legata alle molecole di zuccheri e acidi nucleici, per cui questi vanno demoliti enzimaticamente da i batteri, per poi raggiungere la forma assimilabile da le piante.

Il Fosforo, è un macroelemento molto abbondante nei normali composti bonsaistici, ma ha il problema di essere fortemente adsorbito dalla capacità di scambio cationica dell' akadama, che essendo un aglomerato di suolo andico (suolo vulcanico formato da argille contenenti minerali amorfi quali allofane ed imogolite) trattiene parte del Fosforo e lo rende indisponibile per le piante, ecco perchè si deve intervenire con una buona concimazione fosforica, in particolare per conifere quali i pini. La ritenzione dei fosfati è ancor più accentuata a pH basici favoriti dall'uso di acque saline o calcaree, che in oltre limitano anche la disponibilità del Fe (ferro) causando clorosi ferrica.

 

K - POTASSIO:  Macronutriente indispensabile per la vita della pianta, in quanto entra in innumerevoli enzimi e sopratutto è importante nel bilancio della respirazione, regolando la turgidità delle cellule (pompa sodio-potassio). In oltre è fondamentale nei processi di accumulo di lignina e nella formazione di zuccheri (è l'elemento determinante per la sapidità dei frutti).

I normali concimi bonsaistici sono ben forniti di tale elemento che risulta molto poco mobile e quindi poco dilavabile per cui persiste sempre una scorta di tale nutriente nei substrati. Un ottimo fornitore di K e P è la cenere di legna.

La concimazione Potassica è fondamentale nella seconda fase del periodo vegetativo (settembre-novembre), un apporto consistente di K è il segreto per far svernare l'inverno a i bonsai in totale sicurezza.

 

Micronutrienti: Fe, Mg, S, Bo, Mb, Z, ecc...

Questi elementi vengono definiti micronutrienti, in quanto la pianta ne assorbe in piccole quantità rispetto a i macronutrienti.

Piccole quantità ma che sono importantissime, in quanto molti di questi elementi vanno a costituire parte integrante di importanti e fondamentali enzimi che la pianta utilizza nel suo metabolismo.

Solitamente una loro carenza provoca delle fisiopatie ben precise chiamate clorosi che sarebbe lungo descrivere qui ( alcune sono presenti nella sezione dedicata alle malattie)

Solitamente i concimi per bonsai hanno una ottima dotazione di micronutrienti, ma marticolare attenzione va fornita per il Fe (ferro), dove è buona norma una concimazione ferrica ogni 15 gg nel periodo vegetativo, con l'uso di chelati di ferro (sequestrene).

 

Il TITOLO: rappresenta la concentrazione espressa in % (percentuale) dei 3 macroelementi rispettivamente sempre in questo ordine    

N  -  P  -  K

A volte vi possono essere altri numeri che specificano la concentrazione dei microelementi più rappresentativi, e sono scritti nella presentazione sulla confezione.

Se parlo di un concime organico con titolo 8-5-6, parlo di un concime con 8% di N, 5% di P, 6% di K, ottimo pe una concimazione nel primo periodo.

Se invece avrò un 5-6-8 , questo sarà buono per il periodo autunnale.

 

Integrazioni ed ammendanti: Per ammendanti, si intendono sostanze non fertilizzanti, ma in grado di modificare le caratteristiche fisico-chimiche di un substrato, rendendo più favorevole la vita della pianta.

Ammendanti sono gli estratti di alga, la calce, la leonardite, le zeoliti, il gesso ecc... ogni uno ha una sua funzione specifica, che ora è lungo spiegare.

Per integrazioni, si intende l'associazione al normale uso di concimi organici di fondo l'uso una tantum e con oculatezza di concimi chimici minerali, per andare a sopperire o a momentanee carenze, o per forzare maggiormente la spinta vegetativa.

Ovviamente operazioni che richiedono una certa esperienza nel uso dei concimi.

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