Torna a Appinti

 

Fisiologia

 

Spiegare in poche, semplici e concise parole gli elaborati e contorti meccanismi chimico fisici che stanno alla base della fisiologia di un vegetale, è cosa assai ardua, tanto che alcuni di essi sono ancora mistero per la scienza moderna, è  sarebbe comunque del tutto superfluo addentrarci in così ostico campo; quindi credo sia assai più fruttuoso spiegare con semplici definizioni processi e fenomeni fisiologici, che di sicuro possono tornare utili nella pratica bonsaistica, cosa che a noi interessa, appunto.

 

Ma le piante respirano?

 Si!

 Le piante “respirano” per così dire, infatti esse sono dotate di particolari organi di scambio gassoso, detti appunto stomi, siti  sulle foglie, e lenticelle sul tronco, possiamo assimilare queste strutture microscopiche a delle piccole bocche situate in prevalenza nella pagina inferiore delle foglie. Queste sono in grado mediante una differenza di pressione tra l’ambiente interno e esterno, di scambi gassosi come: acqua(H2O), ossigeno(O2), anidride carbonica(CO2),  basilari poi per la fotosintesi clorofilliana.

Questo fenomeno prende il nome di traspirazione, ed è alla base di tutti i fenomeni fisiologici di un vegetale, in quanto è alla base della regolazione dell’idratazione dei tessuti, e quindi della vita stessa della pianta.  Ma alcune piante sono anche in grado di perdere acqua  in forma liquida, mediante gli idatodi, situati ai margini delle foglie; questo fenomeno è detto guttazione, è  avviene sempre in condizioni di elevata  umidità..

 

 

 

 

 

Come si nutre una pianta?

Le piante sono organismi autotrofi, in grado cioè di elaborare sostanze complesse, da poche e semplici composti minerali, assunti mediante le radici dal suolo, tramite la fotosintesi. 

I metodi utilizzati dalle piante sono diversi per far giungere la linfa grezza assorbita dal capillizio radicale, sino alle foglie, che negli alberi possono essere ad elevata altezza; uno è per risalita capillare all’interno dei fasci legnosi, ma si è verificato che ciò è possibile teoricamente solo per altezze inferiori ai10 m; altra teoria sostiene che la linfa salga nel tronco grazie ad una pressione negativa esercitata dalla traspirazione fogliare, creando una specie di risucchio dall’alto della linfa.

Comunque nulla toglie che la risalita sia dovuta ad entrambi i fenomeni.

Questa linfa grezza giunta nelle foglie, va in contro ad elaborate reazioni fotochimiche, con protagonisti: acqua, anidride carbonica, clorofilla e la luce solare.

In questo modo dopo elaborati processi biochimici, si ha la formazione di glucosio, che è uno zucchero semplice, il quale unendosi con altre molecole darà: amido, cellulosa, lignina, ecc.

Questo glucosio, prenderà poi la via discendente, verso le zone di utilizzazione e/o di accumulo.

Nella linfa grezza  poi, non vi è come abbiamo detto solo acqua, ma vi sono presenti alcuni elementi minerali, di grande  importanza, i quali si dividono in base all’ utilizzo e alla disponibilità in fondamentali, o macronutrienti (N, P, K, O, C,); e in secondari o micronutrienti (Fe, Mg, S, Cu, Zn, Mn, Cl, B,); queste due serie di elementi, vengono assorbiti sotto varie forme chimiche,(avremo modo di approfondire l’ argomento nel capitolo dedicato alla nutrizione dei bonsai) trasportati alle foglie e rielaborate in molecole più complesse(aminoacidi, acidi nucleici, enzimi,ecc), e trasportate con gli zuccheri nella linfa discendente, ai vari organi.

 

I  fitoregolatori:

Sotto questo  enigmatico nome si annoverano tutta una serie di composti chimici che potremo anche definire come ormoni vegetali.

La funzione di queste importanti molecole nelle piante, è quella di regolare tutti i processi fisiologici e biochimici, che avvengono in esse. Ne esistono una gran quantità, tutti scoperti nel secolo scorso,(ma ve ne sono ancora da scoprire), e sono annoverati nelle seguenti categorie:

AUXINE:

il più conosciuto è l’acido beta-indolacetico (C10 H9 O2 N) indicato convenzionalmente come IAA.

Il nome “auxina” deriva dal greco e significa aumentare, questo già ci da una vaga idea della sua funzione, che è quella di aumentare la divisione delle cellule e la distensione delle stesse.

Essa viene prodotta negli apici vegetativi, ed è responsabile della produzione di radici avventizie,e dell’ allungamento dei germogli, e della maturazione dei frutti.

Bonsaisticamente è molto importante come fitostimolatore, e nella radicazione di vecchi esemplari.

Il suo effetto decresce con l’ aumentare della concentrazione.

 

GIBBERELLINE:

sono state scoperte in Giappone nel 1926 da E. Kurosawa, in piantine di riso.

Oggi si è appurato da ricerche che esistono circa 60 specie chimiche appartenenti a questo gruppo di ormoni, convenzionalmente indicate come: GA.

Esse sono presenti principalmente nelle foglie, e determinano in concomitanza con le auxine l’ allungamento abnorme dei germogli, inducono la ripresa vegetativa in primavera, e la differenziazione cambiale annuale. In fine, il GA è detto anche ormone brachizzante, in quanto in dosi elevate è utilizzato per ridurre lo spazio internodale, creando un effimero effetto bonsai; una frode in definitiva.

Taluni utilizzano soluzioni brachizzanti per ridurre le dimensioni degli aghi dei pini.......

 

CITOCHININE:

 le radici, sono la principale fonte di citochinine, che vengono poi traslocate negli altri organi della pianta, infatti nelle piante decidue(che perdono le foglie) queste sono traslocate in fine inverno nelle gemme, allo scopo di attuare la ripresa vegetativa nell’imminente primavera. Altra importante funzione e quella di favorire la schiusa di gemme dormienti all’ ascella dei rami, attuando quindi un azione contraria a quella delle auxine.

 

ABSCISSINA:

viene identificato con la sigla ABA, ed è stato scoperto nel 1965.

Questo ha un effetto del tutto contrapposto ai precedenti, infatti si può considerare come un inibitore della crescita ; in quanto è il responsabile della caduta delle foglie, dei frutti, ed è l’ ormone della dormienza.

 

ETILENE:

quest’ultimo, è un gas, prodotto dal naturale metabolismo delle cellule vegetali, che ha dei particolari rapporti con i processi fisiologici delle piante legate all’ invecchiamento delle stesse. Esso è abbondantemente prodotto dai fiori, e dai frutti carnosi in maturazione

 

_____________________________________

Home