Come Iniziare...
A questo punto, bisogna fare una puntualizzazione: questo scritto non ha alcuna pretesa di essere guida completa e schematica al mondo bonsai, ma solo un preciso supporto alle lezioni orali tenute in sede di " P.F. bonsai school Campania", nonché un facile vademecum da tenere a portata di mano. Per cui per arricchimenti e integrazioni si rimanda ai testi e alle fonti riportate nella parte bibliografica;detto ciò è giunto il momento di addentrarci nel vivo del discorso puramente bonsaistico.
Come iniziare?
Di sicuro: non da soli, non con una sola pianta!
Questo è ciò che ho capito, e che hanno capito tutti coloro che fanno parte di una scuola o club bonsai, fare parte di una associazione rende di gran lunga le cose più semplici, confrontarsi con chi ha più esperienza è fondamentale per un veloce e sicuro apprendimento di tecniche e procedimenti, senza contare il più semplice reperimento del materiale.
Seconda regola, mai con una sola pianta! Altrimenti ciò comporterebbe un fisiologico e eccessivo accanimento di cure inutili da parte del neofita bonsaista, su quel unica pianta tanto intense a volte da cagionarvi la morte, strano a dirsi, ma per troppe cure.
~
Esistono diversi metodi di partenza, o meglio diversi modi di reperire materiale vegetale da trasformare in bonsai:
Materiale da vivaio
Rappresenta sicuramente il metodo di
partenza più sbrigativo e direi divertente di iniziare una collezione, in quanto
comprata la pianta essa teoricamente se è in buona salute, ed ha le giuste
potenzialità, può essere già lavorata dopo il suo acquisto, e se ben
impostata e trattata nell’ arco di un paio di anni avremo quello che
potremmo definire un bonsai finito pronto per la sua esposizione.
Per un neofita è comunque sempre preferibile scegliere materiale poco impegnativo, per ovvi motivi.
Consigliabili sono: ginepri a scaglie, camaecyparis, cotoneaster, ligustri, olivi.
Sconsigliabili: pini di qualsiasi tipo, picee, ginepri ad aghi, e piante decidue.
Il materiale da vivaio in genere può provenire, o essere ottenuto dell’ appassionato stesso, tramite diversi metodi di propagazione, che mi limiterò solo ad elencare:

E’ facile girando per vivai imbattersi dove vengono depositati gli scarti del vivaio stesso, piante storte, mal potate, ecc. ebbene questo trattasi del miglior materiale da lavorare per un bonsaista, il quale se il vivaista è onesto, potrà spiccare anche un prezzo vantaggioso.
In definitiva, la prima cosa da guardare quando ci troviamo ad acquistare una pianta da vivaio, è in primis il suo stato di salute, e poi la forma, il piede è di particolare rilevanza al momento della scelta, il quale non deve mai restringersi verso il basso, il tronco poi, deve presentare una certa conicità ed un gradevole movimento, con assenza di curve ad angolo retto, la chioma invece deve presentarsi quanto più appressata al tronco, quindi non molto distante, al fine di favorire il lavoro di costruzione dei palchetti.
___________________
La margotta
E' un’ altro metodo da seguire se si voglia procurarsi materiale già con un certo carattere, che in poco tempo e con poca difficoltà una volta acquisita la tecnica, si potrà trasformare in bonsai.
Essa consiste nel asportare un anello di tessuto vascolare da un ramo, che abbia già delle caratteristiche interessanti per il bonsaista, la pianta poi per reazione fisiologica, tenderà ad emettere radici dalla zona superiore del taglio, completata la emissione di radici avventizie, si procede alla separazione dalla pianta madre, e si pone a radicare il futuro bonsai, in un vaso capiente con un composto poroso che faciliti la radicazione.

Esistono tre procedure, una che consiste nell’ asportare l’ intero anello di corteccia, un' altro asporta l’ anello parzialmente, ed il terzo prevede la strozzatura con un anello metallico, tutti comportano poi l’ aspersione con polvere di AIA radicante. Poi si applica del muschio umido racchiuso in un involucro a caramella sull’ anello, e si aspetta la radicazione, che può variare nel tempo da 15 gg, sino a 2 anni, a seconda della specie.
La margotta viene utilizzata anche per migliorare il piede di piante mature, per rendere il neberi (piede) esteticamente più bello.

______________________________________
La raccolta in Natura
Questo è un metodo con il quale è possibile reperire il migliore è più originale materiale da utilizzare. Della raccolta in natura,si può ben dire che è racchiusa la vera essenza del bonsai, perché mette in contatto il bonsaista stesso con la natura.
tipico canalone interessante per reperire materiali da
avviare a bonsai (yamadori)
In definitiva, consiste nella raccolta di piante, con debita autorizzazione, di alcun interesse forestale, anzi destinate ad una lenta morte e sofferenza, inflittagli dalla severità del clima in cui si trovano a vivere. Infatti le migliori zone di raccolta, sono ove persistono forti venti, poca luce, fenomeni di erosione sia idrica che eolica intensi,che fanno in modo da creare una vegetazione bassa e contorta, utile ai fini bonsaistici.
Per quanto riguarda la tecnica, beh bisogna munirsi di una adeguata pazienza, ed di un infinito rispetto per la natura.
La tecnica, consiste nell’ individuare un posto con le caratteristiche su indicate, munirsi delle indispensabili autorizzazioni, ed attrezzarsi, con: scalpelli da muratore, cesoie, seghetto a serramanico, sacchi ci PVC, e nastro adesivo, e comunque di quant’altro vi sarà utile all’impresa, che spesso si rivelerà più ardua del previsto.
Una volta trovato l’ esemplare, si cominciano ad eliminare i rami superflui, e si inizia a praticare uno scavo intorno al piede, dell’ampiezza pressappoco della chioma, fatto ciò si tenterà di eliminare i fittoni, e di cavare le pianta dal buco con quante più radici possibili, fatto ciò si imballerà saldamente il pane di terra con plastica e nastro adesivo.
Quindi ; la pianta sarà portata a casa e invasata in piena pomice, innaffiata, e tenuta in ombra per 15 gg, con una costante nebulizzazione.
Queste sono le normali procedure a cui attenersi, ma credete a me: il successo non è assicurato! Solo l’ esperienza può aiutare in questi casi, in quanto ogni essenza ha un periodo adatto alla raccolta, ed un trattamento diverso post-raccolta, che rende questo argomento tra i più empirici, quindi al neofita è da consigliarsi di affiancarsi ad una persona di maggiore esperienza.
Io comunque sconsiglio sempre a chi è alle prime armi, di cominciare sotto la visione e guida di una persona esperta, in quanto il bagaglio tecnico per affrontare una simile impresa, è scarso, e di certo non mancheranno delusioni, che a volte col senno di poi, si dimostrano cocenti, senza poi contare il necessario tempo che intercorre dalla raccolta alla prima lavorazione, che non deve mai essere inferiore ai 2 anni.
Individuato un materiale interessante:
Tra erba, sassi, foglie, muschio e rovi si intravede un movimento interessante...

___
Si procede ad una pulizia sommaria di erba e foglie, in modo da evidenziare la base.
Poi con cesoie robuste o all'occorrenza un seghetto, si procede ad eliminare i rami in eccesso...

___
Con un piccone affilato, si procede nello scavo...

___
Cavata la pianta dal suolo, si procede all'impacchettamento con plastica e nastro adesivo.

_______________________________